RISULTATI OTTENUTI
- La prima linea di ricerca del gruppo riguarda le immunodeficienze
primitive. Si tratta di un gruppo di malattie in cui la funzione del sistema immunitario è
alterata, così che l’organismo non riesce a far fronte alle infezioni o, più raramente, manifesta
dei fenomeni autoimmunitari. Si tratta di malattie ereditarie che sono dovute all’alterazione di un
singolo gene e quindi il primo passo per affrontarle consiste nell’individuazione del gene
responsabile. Lavorando nell’ambito del Progetto Genoma Umano coordinato dal prof. Renato Dulbecco,
è stato possibile contribuire allo studio di queste malattie identificando il gene responsabile
della Piastrinopenia legata al cromosoma X, della Immunodeficienza Combinata Grave dipendente dal
gene JAK3 e della sindrome di Omenn. Questi studi, oltre ad essere di importanza per lo studio di
base del linfocita, che è una delle cellule più rilevanti per la risposta immunitaria, consentono
di effettuare una diagnosi precisa e precoce di tutte queste malattie, oltre ad aprire nuove vie
potenziali per la loro cura.
- Una seconda linea di ricerca che ha prodotto
interessanti risultati è quella che riguarda un gruppo di malattie genetiche dell'osso che vengono
raccolte sotto il nome di osteopetrosi. L’o steopetrosi autosomica recessiva (ARO, OMIM 259700) è
una grave malattia genetica degenerativa dell'osso che porta ad un esito fatale entro i primi anni
di vita. Un difetto di riassorbimento osseo, dovuto ad un cattivo funzionamento dell’osteoclasta
(una cellula specializzata che origina da cellule di tipo monocitico/macrofagico) provoca
macrocefalia, sordità e cecità progressive, epatosplenomegalia e anemia severa, che cominciano in
età fetale e sono già presenti alla nascita, oltre ad un ritardo nella crescita cui contribuisce un
difetto di assorbimento gastrico. La sordità e la cecità sono dovute a compressione dei nervi
acustico e ottico, anche se un difetto primitivo delle cellule nervose è presente in alcuni
sottoinsiemi di pazienti. L’unico trattamento disponibile è il trapianto di midollo osseo (BMT) che
ha la sua base razionale nel fatto che l’o steoclasta origina dalle cellule staminali
ematopoietiche. E’ stato possibile individuare il gene responsabile della forma più comune di
osteopetrosi, dovuta ad un difetto in una pompa protonica e di due altre forme denominate
"osteopetrosi da carenza di osteoclasti". Inoltre il laboratorio ha contribuito all’identificazione
di altre due forme denominate “grey lethal” e “incisor absent”. Anche in questo caso le scoperte
del gruppo portano a una miglior comprensione della fisiologia dell’osteoclasta e alla possibilità
di effettuare diagnosi precise e precoci.
LINEE DI RICERCA
1.
Osteopetrosi. Questa linea di ricerca ha prodotto in passato risultati
significativi e si propone di continuare nella identificazione dei geni coinvolti e nello studio
dei meccanismi alla base del difetto dell’osteoclasta. La fisiologia dell’osteoclasta verrà
studiata a livello di trascrittomica, con particolare attenzione al ruolo dei micro RNA e del ruolo
che essi possono svolgere nella regolazione dei geni osteoclasta-specifici. Il gruppo cura la banca
delle mutazioni su alcune immunodeficienze e sull’osteopetrosi.
2.
Immunodeficienze: basi cellulari e molecolari delle immunodeficienze primitive e
dell’autoimmunità ad essa associata. Il gruppo di ricerca si propone di perseguire ulteriormente lo
studio della patogenesi di tali difetti, con particolare attenzione a immunodeficienze associate a
manifestazioni di autoimmunità. Per far questo si avvarrà di un modello creato ad hoc mediante
ricombinazione omologa in cellule staminali embrionali. Questo modello ricapitola tutti gli aspetti
cellulari e molecolari della malattia umana e consentirà di meglio indagare la patogenesi della
malattia e di testare possibili terapie cellulari. Il gruppo è attivo all’interno dell’ESID
(European Society of Immune Deficiencies).
3. Le metodologie utilizzate si basano sulle procedure di biologia cellulare e molecolare e
di ingegneria genetica, che includono sequenziamento, manipolazione di sequenze geniche,
trasformazione genetica, colture cellulari, analisi mediante FACS e manipolazioni embrionali in
modelli sperimentali. I dati raccolti in tal modo vengono correlati con i dati clinici tramite
collaborazione stretta con i medici che seguono i pazienti.
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