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LINEE DI RICERCA E PRINCIPALI RISULTATI
Il tema fondamentale della ricerca è di identificare e validare
marcatori morfologici a significato clinico capaci di predire lo sviluppo di una neoplasia o di
utilità in ambito diagnostico e prognostico.
Lo studio delle condizioni e delle lesioni precancerose del fegato
umano costituiscono una linea storica della ricerca svolta. Inizialmente sono state indagate le
cosiddette lesioni microscopiche (displasia a grandi e piccole cellule), affrontate definendone
l'associazione etiologica, il fenotipo e la storia naturale. Questi studi hanno portato all’a
ttenzione internazionale il problema della displasia epatocellulare, di cui è stata ripetutamente
confermata la natura di fattore di rischio per lo sviluppo di epatocarcinoma in pazienti cirrotici.
E’ interessante rilevare come equivalenti morfologici di questa lesione siano segnalati anche in
modelli di epatocarcinogenesi sperimentale. L’analisi fenotipica e molecolare della displasia
epatocitaria consente di caratterizzarla ulteriormente e di stabilire se si tratta di cellule
direttamente implicate nella epatocarcinogenesi o di spettatori innocenti che fungono però da spia
di un tessuto epatico più sensibile alla trasformazione tumorale. Ciò ha condotto ad esaminare
anche le alterazioni molecolari del fegato cirrotico laddove si è dimostrato che la cirrosi epatica
non è indenne da alterazioni genetiche, quali perdita di eterozigosità, ed epigenetiche quali
inattivazione per metilazione del gene oncosoppressore p16.
Un terzo ambito di studio è costituito dalle lesioni nodulari
epatocellulari insorte in fegato cirrotico e inferiori a 3 cm, che includono sia noduli
innocenti a significato rigenerativo sia noduli a significato precanceroso, sia epatocarcinomi
iniziali. Di queste lesioni sono stati studiati i profili vascolari che si sono rivelati importanti
per la distinzione tra forme benigni, premaligne e maligne. A questo proposito uno studio di storia
naturale di questi noduli caratterizzati su biopsia epatica ha dimostrato come la morfologia
costituisca unitamente alle tecniche radiologiche, un gold standard diagnostico, la cui specificità
può essere tuttavia ulteriormente accresciuta dall’analisi di nuovi marcatori. Recentemente è stato
infatti dettagliato il profilo di tre marcatori tissutali utili per distinguere le lesioni maligne
da quelle precancerose e rigenerative. Altri marcatori tissutali sono allo studio per definire le
caratteristiche di aggressività tumorale su prelievo bioptico.
Parallelamente a questi studi, sempre nell’ambito della ricerca di
predittori clinici in ambito oncologico, sono stati condotti studi su uno spettro di marcatori
molecolari su espettorato che consentano di identificare pazienti a rischio per carcinoma
polmonare. Infine, nell'ambito della carcinogenesi colorettale, sono allo studio marcatori
molecolari sensibili per identificare precocemente neoplasie capaci di metastatizzazione
epatica.
FINANCIAL SUPPORT
- COFIN MURST, 1999: “Diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule su materiale da
espettorato: validazione di marcatori biomolecolari”.
- Fondazione Cariplo, 2003: “Caratterizzazione molecolare di lesioni focali epatiche per lo
screening di pazienti cirrotici a rischio di carcinoma epatocellulare”.
- COFIN MURST, 2003: “Caratterizzazione genetica ed epigenetica delle metastasi di neoplasie
umane”.
- Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: “DANTE: Diagnostica Avanzata per lo screening delle
Neoplasie polmonari con la TAC e la Biologia Molecolare”.
- COFIN MURST, 2006: “Marcatori molecolari nella tumorigenesi epatica nell’uomo e nell’animale da
esperimento”.
- AIRC 2006: “Why do normal and nodular hepatocytes have a different growth pattern? A study on
the molecular bases”.
- IRCCS, 2007: “Validation of a panel of markers of aggressive behaviour in HCC using western and
eastern tissue microarrays and a set of explanted livers”.
- Progetto Berlucchi: “Validazione di bersagli molecolari per la terapia del carcinoma
epatocellulare”.
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